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Come funziona un progetto web in agenzia: fasi, decisioni e cosa serve da te

Come funziona un progetto web in agenzia: le fasi dalla prima call al lancio, cosa devi preparare, come dare feedback utili e cosa allunga i lavori.

Tempo di lettura: 7 min

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Come funziona un progetto web in agenzia: fasi, decisioni e cosa serve da te

Un progetto web è una sequenza di decisioni: prima si chiarisce cosa deve ottenere il sito, poi se ne disegna la struttura, poi l'aspetto, poi si sviluppa, si collauda e si pubblica. A ogni passaggio l'agenzia ti porta qualcosa da approvare e tu porti contenuti, accessi e scelte. Sapere in anticipo cosa ti verrà chiesto è il modo più semplice per arrivare al lancio senza sorprese.

Cosa succede prima del preventivo?

Una prima conversazione in cui l'agenzia fa più domande che proposte: a cosa serve il sito, chi deve convincere, cosa non funziona in quello attuale, quali strumenti usi già, per quando ti serve e perché. Se dall'altra parte arriva subito un'offerta senza domande, stai comprando un pacchetto standard.

Aiuta molto arrivare con un brief scritto: obiettivi, pubblico, esempi che ti piacciono e che non ti piacciono, contenuti disponibili, vincoli. Trovi come prepararlo nella guida al brief per il sito web. Dal brief nasce una proposta che dovrebbe elencare pagine, funzioni e integrazioni, dire cosa è incluso e cosa no, e descrivere le fasi con le approvazioni che chiudono ciascuna.

Cosa si decide nella fase di analisi?

È la fase che si è tentati di saltare, ed è quella che evita i rifacimenti. Si fissano obiettivi misurabili, si studiano i concorrenti e le ricerche che le persone fanno su Google, si disegna la mappa delle pagine e si fa l'inventario dei contenuti: cosa esiste già, cosa va riscritto, cosa manca.

Se stai rifacendo un sito esistente, qui si prepara anche l'elenco degli indirizzi attuali e dei nuovi a cui dovranno puntare. Google consiglia di mappare ogni vecchio URL sul nuovo corrispondente e di usare reindirizzamenti permanenti lato server, come il 301, evitando le catene di reindirizzamenti (Google Search Central, spostamento del sito). Farlo in analisi costa poco; accorgersene dopo il lancio, con le visite in calo, costa molto di più.

Quando vedi il sito per la prima volta?

Prima in bianco e nero. I wireframe sono schemi delle pagine principali senza colori né immagini: mostrano cosa c'è in ogni pagina, in che ordine e con quale peso. È il momento giusto per dire «qui manca il listino» o «i nostri clienti cercano prima le referenze», perché spostare un blocco su uno schema è rapido, mentre spostarlo su un sito già sviluppato no.

Poi arriva il design: le stesse pagine con colori, caratteri e immagini, nelle versioni per computer e telefono, di solito in un file condiviso su cui puoi lasciare commenti puntuali. Durante lo sviluppo, infine, il sito vive in un ambiente di prova, una copia privata raggiungibile da un indirizzo riservato, dove vedi il lavoro che avanza e lo provi dal tuo telefono prima che diventi pubblico.

Cosa devi preparare tu, e quando?

Un progetto web si ferma spesso per cose che solo tu puoi fornire. Conviene prepararle mentre l'agenzia lavora sulla struttura, non dopo:

  • Testi: chi li scrive, chi li approva, in che ordine arrivano. Se li scrive l'agenzia servono comunque le informazioni di partenza e qualcuno che le verifichi.
  • Foto e video: originali in buona risoluzione, con i diritti per usarli online.
  • Accessi: dominio, hosting, account Google, profili social, eventuali gestionali da collegare, tutti intestati all'azienda.
  • Informazioni legali: dati societari, informativa privacy e cookie, condizioni di vendita se c'è un e-commerce.
  • Materiali di marca: logo in formato vettoriale, colori, caratteri, eventuali linee guida.
  • Un referente unico, con il potere di approvare e il tempo per farlo.

L'ultimo punto pesa più degli altri. Quando ogni scelta passa da una riunione con cinque persone, ogni fase si allunga; e le approvazioni silenziose, del tipo «se non dico niente va bene», tornano indietro come modifiche tardive. Ogni passaggio importante merita un sì esplicito e scritto, perché è quello che sblocca il successivo:

  • Il brief approvato apre l'analisi e la mappa delle pagine.
  • I wireframe approvati aprono il design.
  • Il design approvato apre lo sviluppo.
  • I contenuti definitivi permettono di riempire le pagine vere.
  • Il collaudo superato nell'ambiente di prova apre la pubblicazione.

Come si danno feedback che non fanno perdere tempo?

Un feedback utile descrive un problema, non una sensazione. «Non mi convince» costringe a tirare a indovinare; «il titolo si perde accanto alla foto» o «questa pagina non dice che lavoriamo anche con l'estero» si correggono subito. Prima di mandarlo, separa le preferenze personali dai problemi rispetto agli obiettivi del sito: sono entrambe legittime, ma si discutono in modo diverso.

Raccogli i commenti dei colleghi in un'unica lista invece di farli arrivare in ordine sparso, e non tenerti i dubbi per la fine. L'insoddisfazione accumulata in silenzio esplode alla consegna, proprio quando cambiare costa di più.

Aiuta anche dare a ogni tipo di messaggio il suo canale: le domande veloci in chat, i commenti al design direttamente sul file condiviso, attività e scadenze in uno strumento di gestione dei compiti, le decisioni in un documento unico, le approvazioni formali via email, il telefono solo per le urgenze vere. Con un appuntamento fisso per fare il punto e un breve riepilogo scritto di quanto deciso, nessuno deve ricordare a memoria cosa si era detto.

Cosa allunga un progetto web e cosa lo accorcia?

Allungano i lavori i contenuti che arrivano tardi, le decisioni prese in comitato, i cambi di direzione dopo un'approvazione e le integrazioni con servizi esterni, dove si aspetta la risposta di un altro fornitore. Li accorciano un referente unico, i contenuti pronti prima del design, un numero di giri di revisione fissato in partenza e una prima versione più essenziale, da ampliare dopo il lancio.

Se hai una scadenza rigida, come una fiera o il lancio di un prodotto, dillo dal primo giorno: si pianifica all'indietro partendo da quella data. Se a metà strada il calendario non regge, la mossa sana è ridurre il perimetro e tenere i test: meglio pubblicare poche pagine curate e aggiungere il resto in un secondo rilascio. E diffida di chi promette un sito completo in pochissimo tempo senza aver visto i contenuti, perché di solito a saltare sono personalizzazione, SEO tecnica e collaudo.

Quando qualcosa slitta, chiarite per iscritto il motivo: materiali o decisioni arrivati in ritardo, un problema tecnico, una richiesta nuova. Serve a correggere la causa giusta e ad aggiornare il calendario senza discussioni su chi aveva detto cosa.

Cosa si controlla prima di andare online?

  • Reindirizzamenti: ogni vecchio indirizzo porta alla pagina nuova corrispondente, senza passaggi intermedi.
  • Search Console: la proprietà del sito è verificata con un account dell'azienda, così segui l'indicizzazione dal primo giorno (Google, aggiungere una proprietà).
  • Cookie: il banner si chiude con la X senza accettare i cookie non tecnici, e lo scorrimento della pagina non vale come consenso (Garante Privacy, linee guida cookie).
  • Velocità: i Core Web Vitals sono nelle soglie buone, per esempio LCP entro 2,5 secondi e INP entro 200 millisecondi (web.dev, Web Vitals).
  • Accessibilità di base: testi alternativi, contrasto dei colori, uso da tastiera, zoom. I controlli rapidi del W3C sono un buon punto di partenza, anche se da soli non bastano (W3C, Easy Checks).
  • Moduli: ogni modulo arriva alla casella giusta e manda una conferma a chi scrive.
  • Statistiche: gli strumenti di misura che richiedono il consenso partono solo dopo averlo ottenuto.
  • Backup: esiste una copia completa del sito prima della pubblicazione.

Se il lancio sostituisce un sito che riceve già visite da Google, segui anche la checklist per la migrazione senza perdere posizionamento.

Cosa succede dopo il lancio?

Il sito entra nella sua vita normale: aggiornamenti di sicurezza, backup, controlli sulle prestazioni, piccole modifiche, nuovi contenuti. Conviene decidere prima del lancio chi se ne occupa e come si chiede un intervento, così nessuno scopre un problema dalla telefonata di un cliente. È il lavoro che rientra nella gestione dei siti web.

Nelle prime settimane guarda i dati insieme all'agenzia: da quali pagine arrivano le richieste, dove le persone si fermano, quali ricerche portano visite. Le modifiche più utili partono da lì, non dalle opinioni.

Per vedere come impostiamo un sito nuovo, dalla struttura al lancio, parti dalla pagina realizzazione siti web: da lì puoi raccontarci il progetto e la scadenza che hai in mente.

Domande frequenti

Quanto dura un progetto web?

Dipende dal numero di pagine e funzioni, dalle integrazioni e soprattutto dalla velocità con cui arrivano contenuti e approvazioni. Un buon piano di progetto elenca le fasi, chi deve fare cosa in ciascuna e le approvazioni che sbloccano la successiva. Chiedilo prima di firmare e controllalo a ogni passaggio.

Devo scrivere io i testi del sito?

Non per forza: puoi affidarli all'agenzia o a un copywriter, ma dovrai comunque fornire le informazioni e verificare che siano corrette. Se li scrivi tu, conviene farlo mentre si lavora alla struttura, così il design nasce sui testi veri e non su frasi segnaposto.

Quanti giri di revisione sono normali?

Il numero si fissa nel contratto, fase per fase. Più del numero conta la regola: le revisioni sistemano quanto concordato, mentre un cambio di direzione dopo un'approvazione è una nuova richiesta e va valutato a parte.

Posso vedere il sito prima che vada online?

Sì, e dovresti. Durante lo sviluppo il sito vive in un ambiente di prova raggiungibile solo da chi ha l'indirizzo, dove puoi provarlo da computer e da telefono. L'approvazione finale si dà lì, prima della pubblicazione.

Articolo a cura diPietro Previtali

Fondatore di My Web Lab, web agency con sede a Segrate (Milano): oltre 150 progetti tra siti su misura, e-commerce e web app. Rivede ogni guida del blog prima della pubblicazione.

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