Scegli un freelance quando il lavoro è ben definito, richiede soprattutto una competenza e puoi seguirlo tu da vicino. Scegli una web agency quando servono più competenze insieme, come design, sviluppo, SEO e campagne, e ti serve qualcuno che risponda del risultato anche tra qualche anno. Nel mezzo contano le persone più della forma: un freelance organizzato può valere più di un'agenzia che non ti dice chi lavorerà davvero al progetto.
Qual è la differenza vera, oltre al preventivo?
Con un freelance parli con la persona che fa il lavoro. Le decisioni sono rapide, le piccole modifiche non passano da nessun intermediario e spesso si crea un rapporto di fiducia che dura anni. Il limite è la capacità: una persona ha un'agenda sola e un certo insieme di competenze, e quello che non sa fare lo deve imparare o affidare a qualcun altro.
Un'agenzia mette insieme ruoli diversi e un metodo per coordinarli. Se il designer è in ferie il progetto non si ferma, e ogni parte del lavoro passa sotto più di un paio d'occhi. Il rovescio della medaglia è una struttura più pesante, che si riflette sull'offerta, e il rischio di finire in mano a chi ha meno esperienza mentre i nomi importanti restano in riunione.
Per questo il confronto utile non è tra due cifre. È tra due elenchi di attività: chi scrive i testi, chi cura la SEO, chi fa i test, chi forma il tuo personale, chi risponde dopo il lancio. Chiedi a entrambi lo stesso elenco e confrontali voce per voce.
Che tipo di progetto hai in mano?
La forma giusta dipende soprattutto da quante competenze servono e per quanto tempo. Qualche indicazione:
- Una landing page per una campagna, con testi e grafica già pronti: un freelance bravo è spesso la scelta più semplice.
- Un sito vetrina con pochi contenuti e nessuna integrazione: freelance o piccola agenzia, decide chi ti garantisce di esserci anche dopo il lancio.
- Un sito con identità visiva da costruire, testi, SEO e campagne: serve un team che copra tutte le competenze, oppure un freelance che coordini collaboratori dichiarati.
- Un e-commerce con catalogo, pagamenti, spedizioni e integrazioni: servono più competenze e qualcuno reperibile quando un ordine si blocca.
- Una web app o un gestionale su misura: sviluppo, interfaccia, sicurezza e manutenzione continua raramente stanno tutti in una persona sola.
- La sola manutenzione di un sito esistente: conta l'esperienza sulla tecnologia che usi, che sia WordPress, Shopify o un sito sviluppato su misura.
Cosa succede se chi segue il tuo sito sparisce?
È un rischio facile da sottovalutare, e vale per entrambi: un freelance può ammalarsi o cambiare lavoro, un'agenzia può chiudere o perdere la persona che conosceva il tuo progetto. Ti proteggi con una regola semplice: tutto quello che serve per andare avanti deve essere intestato a te. Dominio, hosting, account dei servizi, repository del codice, accessi a Google Search Console e Analytics.
Per i domini .it il Registro è chiaro: il codice che serve per le operazioni sul dominio, chiamato authinfo, lo deve comunicare al titolare il registrar con cui il dominio è registrato. Se il registrar non è rintracciabile o si rifiuta di fornirlo, il titolare può rivolgersi direttamente al Registro (Registro .it, FAQ). Tutto questo funziona solo se il titolare sei tu, non il fornitore.
Aggiungi una documentazione minima: dove sta il sito, come si pubblica un aggiornamento, quali servizi esterni usa. Con questi elementi chiunque può subentrare, e la gestione del sito può passare di mano senza fermare niente.
Il freelance lavora da solo o si appoggia ad altri?
È normale che un professionista lavori con una rete di collaboratori: un grafico, un copywriter, uno sviluppatore per le parti più tecniche. Non c'è niente di male, anzi, purché tu sappia chi fa cosa. Lo stesso vale per le agenzie che affidano parti del lavoro a esterni.
Se nel progetto passano dati personali, come i contatti raccolti dai moduli o i dati dei clienti di un e-commerce, c'è anche un obbligo preciso. Chi tratta dati per tuo conto non può coinvolgere un altro fornitore senza la tua autorizzazione scritta, specifica o generale, e deve informarti se cambia qualcosa (art. 28 GDPR). Chiedi quindi l'elenco di chi, oltre al tuo referente, avrà accesso ai dati.
Come capisci chi lavorerà davvero al tuo progetto?
Chiedendolo, per nome. Chi è il tuo referente, chi disegna, chi sviluppa, chi controlla la qualità, chi sostituisce chi durante le assenze. Chiedi quanti progetti seguono in parallelo e se puoi parlare anche con le persone che lavoreranno materialmente, non solo con chi vende.
Poi guarda i lavori veri, non gli screenshot: siti online, con il nome del cliente, meglio se simili al tuo per settore o per tipo. Nella guida su come valutare il portfolio di una web agency trovi i controlli da fare in pochi minuti, validi anche per il portfolio di un freelance.
Quali domande fare prima di firmare, in entrambi i casi?
- Chi lavora al progetto e con quale ruolo?
- Cosa è incluso e cosa no: testi, foto, SEO, test, formazione, manutenzione dopo il lancio?
- A nome di chi saranno dominio, hosting, account e codice sorgente?
- Come e ogni quanto ci aggiorniamo durante il progetto?
- Dopo il lancio, chi risponde se il sito si blocca, e come lo contatto?
- Chi altro, oltre a voi, tratterà i dati del sito?
- Posso parlare con un cliente che lavora con voi oggi?
Se nel lavoro c'è anche la SEO, Google stesso suggerisce di chiedere esempi di lavori passati e come verrà misurato il successo, e avverte che nessuno può garantire la prima posizione nei risultati (Google Search Central). Le clausole da mettere per iscritto le trovi nella guida al contratto di sviluppo web.
E se parti con uno e poi vuoi cambiare?
Si può, se lo prepari. Prima di chiudere il rapporto fatti consegnare il codice aggiornato, le credenziali di ogni servizio e la documentazione, e verifica di riuscire a entrare dappertutto con i tuoi accessi. Solo dopo revoca quelli del vecchio fornitore.
Per i dati personali, il contratto richiesto dal GDPR deve prevedere che, finito il servizio, chi li trattava per tuo conto li cancelli o te li restituisca, a tua scelta (art. 28 GDPR). Decidi tu quale delle due, e fattelo confermare per iscritto.
E My Web Lab, che tipo di agenzia è?
My Web Lab è una web agency con sede a Segrate, alle porte di Milano. Il team è piccolo e con ruoli chiari: Pietro Previtali, fondatore, segue web design e advertising; Matteo è brand e product designer; Simone è SEO strategist. Abbiamo realizzato oltre 150 progetti, 95 clienti su 100 restano con noi, siamo Shopify Partner e il nostro sito ha ricevuto una Honorable Mention su Awwwards. Trovi il resto nella home di My Web Lab.
Stai confrontando un freelance e un'agenzia per lo stesso progetto? Mandaci il brief: ti diciamo con franchezza se è un lavoro adatto a noi o a un professionista singolo.
Domande frequenti
Un freelance costa meno di una web agency?
Spesso la tariffa è più bassa, perché un freelance ha meno costi fissi. Il confronto però va fatto su cosa è incluso: design, testi, SEO, test, formazione, manutenzione. Chiedi a entrambi lo stesso elenco di attività e confronta voce per voce.
Posso affidare il sito a un freelance e la SEO a un'agenzia?
Sì, è una scelta possibile e ragionevole se i ruoli sono chiari. Serve un referente che coordini le modifiche al sito, altrimenti ognuno lavora senza vedere il lavoro dell'altro. Metti per iscritto chi può toccare cosa.
Come riprendo il controllo del dominio se il fornitore non risponde?
Per un dominio .it il codice che serve alle operazioni, chiamato authinfo, lo rilascia il registrar con cui il dominio è registrato. Se il registrar non è rintracciabile o si rifiuta, il titolare può rivolgersi direttamente al Registro .it. Per questo il dominio deve essere intestato a te fin dall'inizio.
Una piccola agenzia è più simile a un freelance o a una grande agenzia?
Sta nel mezzo: spesso parli direttamente con chi lavora al progetto, come con un freelance, ma dietro ci sono più competenze e qualcuno che può sostituire un collega. La differenza la fanno le persone e il metodo, quindi chiedi sempre chi segue cosa.





